Sport agli estremi, il calcio in Groenlandia

Campi  in terra battuti da folate di vento gelido e rocce che si trasformano in spalti per i tifosi. E’ questo lo scenario che, per tre mesi all’anno, vede sfidarsi le oltre 70 squadre del campionato groenlandese. A causa del clima polare, sull’isola non esiste un solo campo in erba naturale e si può giocare solamente durante l’estate. Le temperature, anche nella bella stagione, raggiungono al massimo i 15 gradi . Malgrado tutte le difficoltà del caso, la Groenlandia è uno di quegli angoli del pianeta in cui il calcio è ancora pura passione.

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“Sogniamo tutti un prato vero, uno stadio che possa ospitare finalmente le partite della nostra nazionale”, dice John Kreutzmann, 42 anni, ex portiere della nazionale della Groenlandia. L’ex stella locale, da quando ha lasciato l’attività agonistica si dedica al sostegno della piccola federazione calcistica.  Fa quello che può per amore dello sport e quando gli domandano in cosa consista il suo impegno risponde con soddisfazione: “All’occorrenza ho fatto anche il porta borracce!”

Come già detto, il campionato si può disputare esclusivamente nel periodo estivo, quando la neve lascia spazio a terreni argillosi e sabbiosi sui quali non cresce assolutamente nulla. I vari campetti sono solitamente delle vere e proprie pozze di fango dove giocare al calcio rimane complicato. Tanto che qualche anno fa una selezione di vecchie glorie francesi, guidata dall’ex Arsenal Robert Pires, rimediò una sonora sconfitta per 10-0 contro la selezione locale, abituata a correre nel fango.

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Il campionato esiste ufficialmente dal 1970 e le due squadre più famose e titolate sono il Boldklubben-67 ed il Nagdlunguaq-48, con oltre 10 titoli a testa. In un’isola grande quasi come l’Australia, considerate le difficoltà negli spostamenti (ci si può spostare solamente in aereo e traghetto) il campionato viene diviso in qualificazioni “locali” e “regionali”. Le squadre che passano i rispettivi gironi si sfidano poi nell’arco di una sola settimana nella capitale Nuuk. Le sfide della fase finale vengono anche tramesse dalla TV di Stato, perché il calcio è seguitissimo. Ben il 10% della popolazione gioca al calcio (oltre 5mila tesserati su una popolazione di circa 56mila abitanti) ed il restante lo segue con rigorosa passione.

L’isola, nonostante la vicinanza al Canada, fa parte della Danimarca e lotta da anni per far riconoscere dalla FIFA e dalla UEFA la sua federazione calcistica. “Sogniamo tutti di poter vedere la nostra nazionale disputare partite che possano valere alla qualificazione di un mondiale o di un campionato europeo” dice John Kreutzmann.

Il problema più grande per essere riconosciuti è la mancanza di un campo d’erba (anche sintetica) e di una struttura adeguata dove far disputare le partite. La FIFA, inoltre, fa presente che per essere affiliati è necessario essere “un Paese autonomo riconosciuto dall’ONU”. Peccato, però, che abbiano ammesso le Isole Far Oer, anch’esse colonia della corona danese.

Nel frattempo si sta cercando di far nascere strutture in erba sintetica grazie soprattutto al contributo di imprenditori locali. Inoltre, la recente affiliazione di Gibilterra all’UEFA ha dato nuova linfa alle speranze della federazione groenlandese.

 

La nazionale ha disputato diversi campionati per selezioni nazionali non riconosciute, provocando anche qualche piccolo incidente diplomatico. E’ il caso della partita disputata contro il Tibet, che ha generato forti tensioni con la Cina. Da Pechino avevano, infatti, minacciato di interrompere l’acquisto di prodotti ittici (principale fonte di reddito della Groenlandia) se la partita fosse stata disputata. Per la cronaca la gara fu comunque giocata a Copenaghen e la Groenlandia vinse per 4-1. Il miglior piazzamento in campo internazionale è stato il secondo posto arrivato agli “Island Games”, competizione che si disputa ogni due anni dal 1989, alla quale partecipano le nazionali di varie isole e altri piccoli territori iscritti all’International Island Games Association (ad esempio Far Oer, Bermuda, Rodi, Minorca, Isole Cayman, etc).

Jesper GronGreenland's_Niklas_Kreutzmann_(left)_against_Zanzibarkjaer è sicuramente il giocatore più famoso proveniente dalla Groenlandia. Partito dalla capitale Nuuk è diventato pilastro di squadre importanti come Ajax, Chelsea, Atletico Madrid e Stoccarda. Per ovvie ragioni di carriera decise però la maglia della nazionale danese. Tanti giovani calciatori si ispirano a lui, anche se il vero idolo dell’isola è Niklas Kreutzmann.

Niklas è infatti la vera stella della nazionale e l’orgoglio del suo paese. Terzino destro goleador di 33 anni (cugino, tra l’altro del citato John Kreutzmann), ha giocato nel campionato danese nell’Aarhus Frenad, club della seconda divisione ed è il capitano dei groenlandesi. “Sogno un campo da calcio in erba vera dove poter giocare con la mia nazionale contro le nazionali più forti del mondo: sappiamo che prima o poi questo sogno, in qualche modo, diventerà realtà” ripete John in attesa che la FIFA e l’UEFA si diano una mossa.

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