Raffaele De Vita: intervista al calciatore romano del Livingstone

Raffaele De Vita negli ultimi due anni ha scritto insieme al suo Livingstone una pagina di storia del calcio scozzese grazie all’incredibile doppia promozione dalla Terza Serie alla Scottish Premier League.

Ho fatto di tutto per avere una carriera tra i professionisti e ci sono riuscito. Anche se magari non ho realizzato il sogno di giocare nella Lazio posso ritenermi soddisfatto.

Ci eravamo sentiti due anni. Eri tornato da poco al Livingstone in League One (Terza divisione) sposando un progetto ambizioso. Dopo due anni ti ritrovi in Premier League, grazie ad una incredibile doppia promozione! Sicuramente un esperienza esaltante. Quale è stato il segreto di questa doppia promozione?

I segreti di questa promozione storica per il calcio scozzese (nessuno aveva mai fatto una doppia promozione consecutiva) sono molti; innanzitutto lo spogliatoio, fatto di ragazzi umili, che sia in campo che fuori farebbero qualsiasi cosa l’uno per l’altro. Poi sicuramente l’organizzazione tattica ha rappresentato una fattore importante che ci ha aiutato a concedere pochissimo agli avversari. Anche se la cosa più importante, secondo me, è stata però l’intelligenza da parte della Società di tenere il nucleo della rosa che aveva conquistato la promozione l’hanno prima.

Purtroppo ti sei fermato sul più bello per un infortunio al ginocchio. Quando pensi di poter essere pronto per ricalcare i campi della Premier?

Si, l’infortunio al ginocchio è stata una bella mazzata; durante la semifinale dei play-off ho ricevuto un brutto fallo e ho capito subito che si trattava di qualcosa di grave. Il 21 giugno scorso mi sono operato al crociato a Glasgow e ora sto facendo riabilitazione tutti i giorni per rientrare il prima possibile.

C’è stato un momento della stagione in cui avete capito che ce la potevate fare?

Non c’è mai stato un momento in cui abbiamo pensato che la promozione fosse vicina. Durante l’anno, quando abbiamo capito che le cose stavano andando bene, ci siamo detti “perchè non proviamo a arrivare ai play-off?”.. ma anche quello era semplicemente un sogno.

Anche quando siamo arrivati in finale contro il Partick Thistle nessuno di noi credeva veramente che saremmo riusciti a battere una squadra di prima divisione…e invece il sogno si è avverato!

Ci puoi raccontate qualcosa della festa promozione? Un aneddoto particolare magari?

La festa è stata stupenda, soprattutto perchè inaspettata. Dopo la partita ci siamo cambiati e siamo andati tutti allo stadio dove ci aspettavano i tifosi. Il presidente ci ha comunicato che ci sarebbe stato open bar per tutta la notte e quindi ti lascio immaginare lo stato in cui si sono ridotti la maggior parte dei miei compagni!

Sei l’unico italiano della Scottish Premier League, che effetto ti fa e perché, a parte qualche eccezione, si vedono pochissimi calciatori italiani in Scozia?

Mi fa piacere sapere di essere l’unico italiano in Premier League! Qualche anno fa ricordo anche il mio amico Pascali al Kilmarnock ma ora è tornato in Italia. I motivi per cui non ci sono molti italiani in Scozia credo sia dovuto al fatto che abituarsi a questo paese, sia come stile di vita che di calcio, non è facile. E’ un paese molto diverso dall’Italia e per potersi far apprezzare qui, secondo me, bisogna aprirsi completamente alla loro cultura che al loro modo di fare calcio.

Il Livingstone che ambizioni ha in per la questa stagione?

L’obbiettivo di quest’anno è di provare a sorprendere tutti ancora una volta. Siamo ovviamente i favoriti a essere retrocessi e quindi l’idea di compiere un altro miracolo affascina tutti noi.

In campionato il Celtic la fa da padrone, ed ora sono tornati anche i Rangers. Sarà mai possibile battere il loro predominio? Quali sono le squadre che al momento possono avvicinarsi alle due di Glasgow?

Il Celtic è ancora anni luce avanti a tutte ma ora con l’arrivo di Gerrard sulla panchina dei Rangers penso che il gap si ridurrà un pò, anche se penso che il Celtic continuerà a dominare ancora anche in questa stagione. L’Aberdeen è forse l’unica squadra che negli ultimi anni ha rappresentato una piccola minaccia per il Celtic, ma sono ancora troppo lontani da poterla impensierire davvero.

Anche voi al Livingstone avete sposato una linea giovane con un allenatore, Kenny Miller, di soli 38 anni. Ci puoi raccontare qualcosa di lui? Come ti trovi con lui? Che calcio vi chiede di giocare? In che posizione ti vede in campo nel suo modo di giocare?

Il nostro nuovo allenatore, Kenny Miller, è un ancora un ottimo giocatore. Per la prima volta nella mia carriera mi trovo nella situazione di avere un allenatore che è anche mio compagno di squadra. Molte persone non credono che questo doppio ruolo potrà funzionare a lungo ma per adesso sta andando bene. Con lui ho solo parlato del mio infortunio e mi ha detto di lavorare duro e di tornare presto in campo.

In Scozia si gioca da sempre un calcio molto fisico. Nell’ultimo decennio col predominio del “tiki taka” spagnolo, tante federazioni hanno cercato di dare maggiore spazio al possesso palla e alla tecnica. Sta cambiando qualcosa anche in Scozia?

Anche il calcio scozzese sta cambiando un pò mentalità per quanto riguarda lo stile di gioco. Soprattutto con l’arrivo di Rodgers sulla panchina del Celtic, molti allenatori giovani stanno cercando di proporre un gioco impostato molto sul possesso palla.

Ci sono giocatori nel campionato scozzese che pensi possano diventare delle future stelle? Puoi farci qualche nome?

I nomi piu interessanti della Scottish Premier League ovviamente giocano nel Celtic. Edouard e Ntcham rappresentano sicuramente i talenti piu interessanti e da quello che ho visto, secondo me, si sposteranno presto in Premier League. I giocatori scozzesi più interessante al momento è il terzino del Celtic Tierney e il centrocampista dell’Hibernian Mcginn; entrambi hanno davanti un grande futuro.

Il calcio inglese al recente mondiale sembra aver trovato la giusta strada per rilanciarsi anche con la nazionale grazie al lavoro fatto nelle giovanili e soprattutto grazie ad un tecnico preparato come Southgate che non ha paura di dare spazio ai giovani. Pensavi potessero arrivare così avanti al mondiale?

Come tutti non mi aspettavo che l’Inghilterra potesse arrivare cosi lontano, ma dopo l’entusiasmo dell’impresa compiuta c’è anche da ammettere che sono stati molto fortunati a evitare tutte le squadre più forti fino alla semifinale. Sicuramente Southgate ha in mano tanti giocatori giovani fortissimi, come ad esempio Alli, Mcguire, Lingaard e Rashford..e ovviamente Harry Kane.

Tu che vieni da un settore giovanile importante come quello del Tor di Quinto, cosa pensi sia necessario per rilanciare anche il calcio italiano? Quanto è cambiato rispetto a quando eri tu un “ragazzino”?

Non credo che oggi il calcio sia così diverso rispetto a quando ho cominciato io; sicuramente la situazione del calcio in Italia è peggiorata, purtroppo le leghe minori sono piene di società malate e senza futuro e questo sicuramente nega la possibilità a molti ragazzi di crescere calcisticamente per poi fare un eventuale salto. A parte questo penso che le nuove generazioni siano uguali a quelle passate, vedo sempre la stessa passione e amore da parte dei ragazzi che sognano di diventare professionisti.

Da tifosissimo laziale, pensi che quest’anno si possa confermare ancora? Quale giocatore ti ha impressionato di più e perché?

Per quanto riguarda la Lazio penso che sarà difficilissimo ripetersi, perchè ovviamente molte squadre si sono rinforzate; però il fatto di aver tenuto i 3-4 elementi fondamentali (leiva, immobile, luis alberto) e, soprattutto, Milinkovic-Savic, sono abbastanza fiducioso.

Lotito viene spesso criticato dalla tifoseria eppure grazie anche al lavoro di Tare riesce ad allestire squadre importanti. Tu come ti collochi da tifoso?

Riguardo a Lotito ho la stessa opinione della maggior parte dei tifosi laziali. Quando si pensa a fare sempre e solamente business è difficile entrare nel cuore dei tifosi. È vero che negli anni ci ha regalato alcuni giocatori che si sono dimostrati ottimi, ma è anche vero che ci sono decine e decine di giocatori mediocri che sono arrivati alla Lazio e questo non ci ha mai permesso di fare il salto di qualità. Ormai ci ha abituato al fatto che non si può competere per il vertice, e questo dispiace.

Inzaghi sembra avere le credenziali per diventare un ottimo allenatore. Cosa ne pensi?

Inzaghi si è dimostrato un ottimo allenatore nonostante, come tanti altri tifosi, quando arrivò dopo la vicenda Bielsa, non avevo grandi aspettative e lo vedevo come un traghettatore e niente più.

Per il campionato anche senza Cristiano Ronaldo la Juve sembra ancora nettamente la favorita, pensi ci possa essere qualche sorpresa? Quale squadre vedi meglio?

La Juve anche quest’anno sta troppo più avanti delle altre e penso aumenterà ancora di piu il gap con le altre. Il Napoli, l’Inter e “purtroppo” la Roma penso si giocheranno il secondo posto e le altre posizioni utili per la Champions League.

Ti piacerebbe un giorno poter tornare a giocare in Italia e magari proprio nella tua Lazio?

Indossare la maglia della Lazio è il sogno di ogni tifoso, e io non sono da meno. Però ormai ho 30 anni e ho fatto un percorso diverso; ho fatto di tutto per avere una carriera tra i professionisti e ci sono riuscito, quindi anche se magari non ho realizzato il sogno di giocare nella Lazio posso ritenermi soddisfatto.

Grazie mille come sempre per la tua disponibilità e in bocca al lupo per il rientro dall’infortunio.

Grazie a voi e in bocca al lupo a tutti i ragazzi della Lucky Junior per la nuova stagione!

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