Mauro Boerchio: “Le Maldive la mia nuova scommessa!”

Dopo una coppa vinta e un secondo posto nel massimo campionato della Mongolia, Mauro è pronto ad una nuova sfida: le Maldive!

Non mi aspetto nulla, do sempre il massimo, ogni giorno, per raggiungere gli obbiettivi prefissati. Comunque vada porterò con me delle bellissime esperienze!

 

Ciao Roberto e un saluto a tutti i ragazzi dell’ASD Lucky Junior a cui auguro un grosso in bocca al lupo per il proseguo del campionato.

Grazie a te Mauro! Ci sentiamo dopo circa un anno e mezzo dalla nostra ultima intervista e dalla Mongolia ti troviamo a giocare per il Maziya nel campionato delle Maldive! Come è nata questa nuova avventura ancor più “esotica”?

Questa avventura mi è stata proposta dal mio agente al termine della fantastica stagione con l’Ulaanbaatar City FC dove siamo arrivati secondi ad un solo punto dalla prima Erchim e con la conquista della MFF Cup che sarebbe la coppa della Mongolia.

Che prospettive hai per la stagione e che ambizioni ha la tua nuova squadra?

Praticamente si giocano due campionati, la StoMalèLeague e la Premier League più la FA Cup. La StoMalèLeague è una qualificazione per la Premier League dove solo 6 squadre su 10 si qualificano. La Premier League è composta da 12 squadre, le 6 qualificate della StoMalèLeague e 6 squadre delle altre isole che inizialmente svolgono un campionato di qualificazione. Attualmente siamo secondi in classifica con 4 punti di differenza dalla prima New Radiant Sports. L’obbiettivo principale della società è quello di vincere la Premier League e tornare a partecipare all’AFC-Cup.

Che ambiente hai trovato? Ci puoi parlare della tua squadra, compagni etc?

Ho trovato persone molto disponibili, nonostante la grande differenza culturale. La società è ben organizzata, dal settore giovanile alla prima squadra dove abbiamo 2 preparatori dei portieri che seguono ogni allenamento. La squadra è formata da 3 stranieri, io, un ragazzo serbo, un ragazzo delle isole caraibiche di Saint Vincent e altri venti ragazzi locali, si cui 5 sono in nazionale maggiore ed altri 3 fanno parte della nazionale under 20.

Sicuramente alle Maldive trovi un clima più favorevole e forse un esperienza più “leggera” da vivere seppur così lontano da casa. Cosa ti manca di più quando sei lontano da casa?

Diciamo che il primo mese alle Maldive ho sofferto parecchio il clima, anche perché in Mongolia la temperatura media era di 0 gradi ad un’altitudine di 1.350m circa di altezza, qui gli allenamenti sono a 35 gradi, quindi ti lascio immaginare che sofferenza; ora superato quest’ostacolo mi diverto molto di più in allenamento. Una delle prime cose che ti viene a mancare quando vivi all’estero e il cibo italiano

Facciamo un passo indietro. Che esperienza è stata la Mongolia? All’inizio deve essere stata dura! Come sei stato accolto dai tifosi e dalla stampa? Hai avuto problemi ad integrarti in un gruppo così diverso per usi e costumi?

In Mongolia non c’è voluto molto ad ambientarmi anche grazie al fatto che sono partito con un ragazzo italiano e avendo trovato poi un allenatore spagnolo con la quale si è instaurato un bel rapporto.

La tv nazionale ci ha accolto con varie interviste e servizi sulla squadra, girando un video pubblicitario per le compagnia telefonica GMobile. Il calcio in Mongolia è in via di grande sviluppo e molti ragazzi iniziano a frequentare le varie Academy. Lo sport nazionale è il wrestling, ma da un paio d’anni è iniziato anche il calcio ad attirare il pubblico. I tifosi dell’UB City sono poco più di un migliaio e ci hanno sostenuto dalla prima all’ultima partita. Non tutte le persone in Mongolia parlano inglese quindi la difficoltà principale è stata la lingua perchè non tutti i giocatori lo parlano, quindi per far capire un concetto tattico oppure chiedere informazioni a compagni a volte era impossibile, questa è stata la difficoltà grande da superare. Con il tempo tutto è diventato semplice.

Puoi raccontarci qualcosa della Mongolia, cosa ti ha colpito di più?

La parte che mi ha colpito molto della Mongolia è la vastità di terra e la differenza di paesaggi che c’è tra la stagione invernale ed quella estiva. In inverno la temperatura scende sino a -40 gradi quindi solo poche specie di alberi riescono a sopravvivere. In estate, che dura solo 2 mesi con temperature attorno ai 25 gradi, il paesaggio cambia completamente e sembra davvero di essere nella preistoria con ampie praterie e montagne con forme che ricordano l’era dei dinosauri. Infatti la Mongolia è famosa per ritrovamenti di varie specie di dinosauri.

La cosa più strana che hai mangiato?

Di cose strane da mangiare in Mongolia ce ne sono, ma io mi sono limitato ad assaggiare la Marmotta. Per i mongoli una prelibatezza. Praticamente viene, scuoiata, sviscerata e riempita e poi chiusa con sassi ardenti per farla cuocere dal suo interno. Quando questa è cotta, viene aperta e ogni persona che mangerà una pezzo della Marmotta dovrà strofinarsi le mani con i sassi utilizzati per cuocere l’animale perché nella tradizione porta fortuna e soldi.

Tornando al campo. Come è il livello attuale del campionato Mongolo? Hai trovato altri italiani nel campionato?

Il campionato mongolo è in crescita, ma purtroppo rimane sempre un grosso divario tra le prime 3 squadre e le altre. Erchim, Ulaanbaatar City ed Athletic 220 sono le squadre più organizzate, avendo i migliori giocatori locali e budget più elevati. Una squadra interessante è il Deren che ha una squadra molto giovane con alle spalle una buona academy, quindi con un buon futuro.

Il pioniere in Mongolia è stato Giacomo Ratto, che l’anno prima era anche lui all’Ulaanbaatar City, poi insieme a me era partito un altro italiano Federico Zini, che dopo qualche mese è rientrato in Italia causa infortunio. Ho letto che quest’anno c’è un allenatore italiano nell’Ulaanbaatar FC squadra che è arrivata ottava nella scorsa stagione.

C’è stato un giocatore che ti ha impressionato ?

In Mongolia ci sono molti giocatori tecnici. Ciò è dovuto al fatto che crescono giocando a Futsal.

Un giocatore molto bravo, a mio avviso, è il M.Tugul, numero 10 dell’Erchim FC votato come miglior giocatore dell’anno 2017.

Puoi dirci perché non ti hanno rinnovato il contratto per la nuova stagione?

Finita la stagione ci eravamo lasciati con il presidente che ci saremmo risentiti a dicembre per parlare per la stagione successiva, ma nel frattempo sono stato contattato sia dal presidente dell’Ulaanbaatar FC che dalla proposta del mio agente per lo Maziya S&RC. Alla fine ho scelto quella che mi soddisfaceva di più.

Torniamo alle Maldive. Cosa ti aspetti da questa nuova avventura?

Non mi aspetto nulla, do il massimo ogni giorno per raggiungere gli obbiettivi prefissati. Sicramente mi porterò con me una bellissima esperienza.

Un portiere della tua esperienza perché non trova posto in Italia? E’ una tua scelta oppure non sono arrivate offerte adeguate?

Diciamo che dal momento in cui ho scelto di andare all’estero gli addetti ai lavori si sono un po’ dimenticati di me, anche per questo diventa difficile un mio rientro. Di proposte non ne ho ricevute per un mio possibile rientro in Italia, se arrivano sarò felice di valutarle.

Parlando del tuo ruolo, che consiglio ti senti di dare ai giovani portieri per migliorarsi? Ai tuoi tanti colleghi che magari militano in terza categoria come la nostra squadra, invece, cosa vorresti dire/consigliare?

Ai giovani portieri consiglio di dare sempre il massimo in ogni allenamento, perché è con la costanza e perseveranza che si raggiungono i risultati. Abbiate fame. La fame di arrivare e l’umiltà sono le due qualità che servono per diventare un portiere di fama. Questo è quello che cerco di tramettere ai portieri che alleno alla scuola Portieri si Diventa. Ad un portiere già “maturo” consiglio di lavorare su esercizi più situazionali che solitamente si ripresentano la domenica, come le letture delle palle filtranti, uscite, tiri da varie angolazioni e distanze.

Credo avrai avuto modo di vedere Allison. Tu che sei portiere cosa ti ha impressionato di più? In Italia, invece, chi secondo te può diventare il vero dopo Buffon?

Allison è fortissimo, mi ha impressionato il suo senso della posizione, è sempre nella posizione migliore in ogni situazione. A mio avviso tra i migliori al mondo, in questo momento e si vede la mano del mister Marco Savorani nei suoi miglioramenti.

Io credo che di Buffon ce ne sia solo uno e dovremo aspettare qualche anno prima di vederne uno con le sue potenzialità. Il futuro della nazionale italiana è sicuramente Donnarumma, ma deve ancora migliorare tantissimo. Ha grandi potenzialità che non sta sfruttando al massimo. Ad esempio l’eccessiva apertura della base delle gambe e il balzello pre-tuffo. Ovviamente sono mie considerazioni personali.

Ci puoi descrivere il tuo portiere “ideale”? Che caratteristiche dovrebbe avere?

Nel calcio di oggi il portiere è una parte molto attiva della squadra, molti allenatori utilizzano il portiere nelle varie azioni di gioco, basta guardare il Barcellona, André Ter Stegen ha una media altissima di passaggi fatti. Ha un record di ben 51 passaggi andati a buon fine in una partita della Liga!

Il mio portiere ideale oltre ad avere le qualità tecniche sopra citate deve avere una grande personalità, saper dirigere la linea difensiva, una lettura situazionale attiva in grado di riuscire a leggere quelle situazioni di gioco in cui l’avversario può tirare o fare un passaggio filtrante per l’attaccante che s’inserisce; a me piace molto Stefano Sorrentino in questo. Deve avere anche una buona lettura e uscita sulle palle alte così da alleviare la pressione avversaria. Un buon senso della posizione tra i pali tipo Allison, dei buoni riflessi e una buona dose di forza esplosiva. Diciamo un “mostro”!

C’è una tua parata in particolare o una tua prestazione che ricordi con maggiore enfasi?

Ci sono molte partite che mi porto nel cuore, ma le più significative sono due. Quella che ricordo con maggior entusiasmo è la prima partita in OFC-Champions League nel 2015 tra l’Amicale FC, squadra in cui militavo all’epoca, e Western United FC giocata a Suva (Fiji) e finita 1-0 con una super prestazione. L’atmosfera e le sensazioni che si provano in quella competizione sono indescrivibili ed emozionanti di per sé, aumentate dalla tensione essendo la prima partita in OFC. Dopo 15 minuti di gioco con un pizzico di fortuna e un po’ di “fame” ho salvato la squadra da un goal certo e appena prima dell’intervallo ho contribuito con il rinvio all’attaccante che fa da sponda per il compagno di reparto che la mette in rete! Nel secondo tempo ci sono state altre varie situazioni di uno contro uno che ho gestito sempre molto bene.

La seconda partita che ricordo con molto piacere è quella tra Como e Renate che ha poi dato il via alla mia carriera. Arrivavo da una pessima prestazione dalla partita precedente con un paio di errori commessi, avevo tanta voglia di rifarmi e di dimostrare le mie potenzialità. Il Como era in lotta per vincere il campionato quindi affrontavamo una squadra molto forte e con necessità di risultato. Durante la partita ho fatto vari interventi davvero prodigiosi sia su punizioni dal limite dell’area che in situazioni di uno contro uno. La partita fini 2-2 e successivamente ricevetti la chiamata di varie squadre professionistiche tra cui il Bari.

Tu che hai anche modo di allenare i ragazzini, cosa manca ai nostri vivai per tornare a sfornare talenti? Molti dicono sia un problema anche culturale, troppe distrazione e non si gioca più per strada?

Sono tante le cause che incidono. Tanti ragazzini sono agiati, i genitori a volte sono anche loro problemi, educatori non preparati ad essere tali e società poco serie. A mio avviso è un po’ tutto il sistema che non funziona più.

Hai una tua ricetta per poter migliorare la situazione?

L’unica cosa che posso fare è trasmettere tutta la mia passione, esperienza e conoscenze tecniche ai ragazzi che alleno, così da essere in grado di comportarsi nel modo migliore nelle varie situazioni di gioco.

Tornando a te, giocare all’estero ti ha dato sicuramente tanto dal punto di vista umano e delle esperienze personali. Ma calcisticamente cosa pensi ti abbia dato e dove ti ha migliorato?

Si, dal lato umano ho ricevuto e appreso molto da ogni esperienza che ho vissuto. Dal lato calcistico sicuramente sono migliorato molto dal lato caratteriale, diventando più calmo e lucido, ho avuto la fortuna di imparare anche da allenatori di varie nazionalità. Con l’allenatore spagnolo dell’anno scorso all’Ulaanbaatar City ho appreso molto come il portiere sia fondamentale nella costruzione di gioco, diventando quasi un centrocampista per la quantità di palloni toccati, è la scuola spagnola. La OFC-Champions League mi ha fatto confrontare con giocatori di altissime qualità, giocatori che hanno partecipato al Mondiale per Club ed alcuni di loro sono arrivati dietro a Real Madrid e San Lorenzo. Ho avuto la fortuna di avere un allenatore come Mauro Bertoni, l’ex capitano della Cremonese, che mi ha insegnato quanto sia importante il comunicare tra compagni e l’importanza della scelta di tempo d’intervento di un difensore, evitando così falli stupidi cercando di prendere la palla tra i piedi dell’avversario vicino all’area di rigore. Dal lato preparatori dei portieri, all’estero, non ho avuto insegnamenti diversi da quello che ho avuto in Italia anche perché non hanno ampie conoscenze tecniche, curano più il lato fisico. Devo dire che i migliori che sino ad ora ho avuto sono, il preparatore dello Gzira UTD a Malta e il preparatore che ho qui allo Maziya S&RC. Con il preparatore dello Gzira lavoravamo molto sulla reattività e palle alte, qui allo Maziya lavoriamo molto sulla velocità e tiri in porta, così da migliorare sempre di più la corretta posizione nelle varie situazioni di gioco.

Che ambizioni hai per il futuro? In quale campionato ti piacerebbe giocare?

Attualmente la mia ambizione è vincere il campionato e ottenere la qualificazione all’AFC Cup. Un campionato in cui mi piacerebbe giocare è quello indonesiano poi si vedrà.

Il tuo sogno nel cassetto?

Giocare una partita di UEFA Champions League!

Speriamo che il tuo sogno si possa realizzare, intanto, grazie come sempre per la tua disponibilità e in bocca al lupo per la tua di stagione!

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