L’intervista, Valerio Clemente: “Giusto onorare impegno con gruppo”

Intervista al “piccolo” terzino classe 1990 al suo primo anno di Lucky Junior. Titolare in campo e punto di riferimento anche nella gestione della squadra.

 

Sei arrivato dal Marino, dopo un campionato vinto alla grande, e ti sei integrato subito nel gruppo Lucky Junior. Come è stato il tuo primo impatto con la squadra?

Ho fortemente voluto far parte della Lucky Junior proprio perché molto diversa dalla società dalla quale provenivo e dalla quale ho preferito allontanarmi. Sono stato accolto sin da subito nel miglior modo possibile da un grande gruppo che mi ha fatto sentire subito a mio agio. Credo che il merito sia soprattutto dei “senatori” della squadra, che hanno fatto di questo ambiente una vera famiglia, unita e disposta al sacrificio, non solo sportivo.

 

Sei al tuo primo anno ma contribuisci attivamente in tante cose come se fossi un veterano. Merito dello spirito Lucky?

Ogni membro di questa squadra è giocatore, dirigente, finanziatore e proprietario di un pezzo di società. Questo fa si che tutti facciano del proprio meglio per garantire una crescita costante sia dal punto di vista sportivo che strutturale e sociale. E’ uno spirito genera un grande attaccamento alla maglia e una passione viscerale per i colori che ha finito per coinvolgere anche me.

 

Malgrado la batosta di domenica scorsa, la squadra è ancora in corsa per i primi posti. Dove può arrivare la Lucky Junior?

La squadra è molto competitiva ed è all’altezza della posizione di classifica che occupa. E’ in grado di mantenerla fino a fine stagione, ma alla fine sarà il campo a dare i responsi giusti:  lui non mente mai. Devo dire che ho la fortuna di giocare con dei giocatori che a mio avviso sono delle eccellenze per questa categoria. Con l’organico al completo e tutti gli infortuni che purtroppo hanno colpito la rosa in questi due mesi, Mister Lombardi avrebbe veramente l’imbarazzo della scelta. Un aspetto migliorabile e fondamentale è  sicuramente la mentalità di questa squadra, spesso immatura e umorale. Capita di mollare e perdere male, come domenica, quando dopo l’uno-due del Tormarancio la squadra è andata in black-out e ha preso una pesante imbarcata. Infine, possiamo e dobbiamo migliorare (io compreso) la gestione dei comportamenti in campo verso l’arbitro, perché troppo spesso prendiamo cartellini per proteste inutili ed evitabili.

 

Mister Lombardi non aveva mai allenato un gruppo di adulti. Come giudichi il suo lavoro, anche pensando alle tue esperienze precedenti?

Il Mister è un veterano della Lucky Junior, e  credo che questa conoscenza dell’ambiente lo abbia aiutato a non sentire la pressione del salto di categoria. Al mio arrivo non sapevo che fosse al  suo primo anno con i  “grandi”, e mi ha fatto sin da subito una buona impressione, rafforzata dalla capacità di gestione del gruppo. Del mister apprezzo la capacità motivazionale, una caratteristica rara per allenatori di questa categoria, inoltre, è uno “diretto”. Per dirla in altri termini è uno schietto, un allenatore che sa dosare il bastone e la carota. Come già detto in precedenza, il campo non mente mai e se la squadra ha ottenuto questi risultati lo deve in gran parte alla sinergia creata dal Mister. I risultati non vengono per caso.

 

Parliamo un po’ di te. Dove hai cominciato a giocare?

Non sono molto abituato a parlare di me. Il mio trascorso calcistico è passato principalmente per due squadre. Ho iniziato a otto anni con quella che un tempo era la scuola calcio di Ariccia. Giocavo proprio su quel campo “Menicocci” dove la Lucky Junior ha anche affrontato le sue gare interne nelle due passate stagioni. Dopo cinque anni mi sono trasferito a Cecchina. Lì ho giocato fino alla categoria Allievi per poi tornare a fare la Juniores di nuovo ad Ariccia. Una fase, quest’ultima in cui ho giocato a singhiozzo a causa di numerosi problemi al ginocchio sinistro. Da qui, con l’inizio dell’attività lavorativa avevo deciso di appendere gli scarpini al chiodo, ma si sa il calcio è una malattia, si cura solo con il campo e così ho deciso di riprendere l’attività. Marino è stato un capitolo importante a livello sportivo ma anche e soprattutto a dal punto di vista umano. E’ stato un rientro difficile dopo l’inattività, ma gli sforzi sono stati ampiamente ripagatai dalla  grande soddisfazione per i risultati ottenuti. Quest’anno altra grande sfida, per adesso molto soddisfacente per risultati e gioco, speriamo possa concludersi così come è iniziata.

 

Sei diventato da subito il titolare della fascia destra, e anche in allenamento ti distingui per spirito di abnegazione. In cosa pensi di  poter migliorare?

Sono uno che lavora sodo e si allena molto perché mi piace e perché il mio fisico lo richiede. Avendo più mezzi atletici che tecnici, devo sempre essere in perfette condizioni. Penso poi che sia giusto onorare l’impegno preso nei confronti del gruppo e ripagare la fiducia del Mister impegnandosi sempre al massimo, allenamento o partita che sia. Sento di avere molti margini di miglioramento, soprattutto sotto il profilo della personalità. I mezzi tecnici sono limitati, perciò, secondo me, è importante lavorare molto sulle qualità mentali. Spesso, infatti, la mancanza di sicurezza di tranquillità condizionano molto  le mie prestazioni. E’ qui che bisogna lavorare per sfruttare al massimo le mie carattreristiche. Un mio grande limite, infine, è la gestione del rapporto con gli arbitri. Ho collezionato troppi  gialli per proteste futili, facendo arrabbiare anche il Mister e i compagni. Quest’anno, però, sono ancora sotto il mio standard… ho preso “solo” tre cartellini, ma so di averne meritati molti di più.

 

Il tuo sogno nel cassetto?

Crescere… (ridacchia)

 

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