Jamie Vardy, l’operaio del gol che incanta la Premier

Dai campi di periferia alla vetta della classifica marcatori in Premier League, l’incredibile scalata di Jamie Vardy.

C’è qualcosa di incredibile nella marcia del Leicester di Caludio Ranieri, primo in Premier League insieme alla corazzata Manchester City. Una meraviglia che si chiama Jamie Vardy, ragazzone inglese di 28 anni, bomber della squadra con ben 14 gol in 14 partite e attuale capocannoniere del campionato. Sabato è andato a segno per l’undicesima volta consecutiva superando il precedente record detenuto da un fuoriclasse come Van Nistelrooy (fermo a 10) ed eguagliando quello di Batistuta. La sua è una delle più classiche favole calcistiche, il sogno di chiunque. Partire da uno sparuto campetto di periferia e diventare in poco tempo un campione degno della maglia della nazionale! Eppure, anche per Jamie, arrivare lì in alto è stato tutt’altro che semplice. Vardy era il classico calciatore di cui si dice: “si è bravo, ma non ha la testa…!!”; uno di quelli di cui, tutto sommato, se ne vedono di continuo anche sui nostri campetti di terra?

Gli inizi

Nato a Sheffield l’11 gennaio del 1987, Jamie Vardy inizia a tirare i primi calci al pallone proprio nell’accademy dello Sheffield Wednesday, gloriosa squadra inglese relegata negli ultimi anni all’anonimato della Championship (Serie B inglese), pur con qualche sporadica apparizione in Premier. Fa tutta la trafila nelle giovanili ma quando è il momento di fare sul serio, a sedici anni, gli dicono che è troppo basso per fare la punta. Il mondo sembra cadergli addosso ma la voglia di giocare a pallone, e diventare un calciatore professionista è troppo forte.

La Gavetta

vardy_gavetta

Deciso a non mollare, Vardy trova posto nelle giovanili dello Stocksbridge and Upper Don, una squadra di ottava divisione. Il giovane si rende contro che non si parla esattamente del Manchester United, ma da qualche parte bisogna ripartire e lui vuole solamente un campo da calcare. Si allena duramente, non si scoraggia, e per campare è costretto a dividersi tra il lavoro di operaio in un’industria di medicinali e il centro di allenamento. Gli sforzi danno i loro frutti e nel 2007, a 20 anni, ormai titolarissimo della formazione riserve, riceve la chiamata in prima squadra del coach Gary Marrow, che lo farà addirittura esordire. Arriva così anche il primo stipendio da calciatore: 30 sterline a settimana. Jamie convince allenatori e tifosi, conquistandosi in poco tempo il posto da titolare a suon di ottime prestazioni e gol. Alla fine della sua avventura, nel 2010, i gol nello Stocksbridge saranno ben 66 in 107 presenze. Le prestazioni dell’operaio del gol non passano inosservate e riceve la chiamata del Crewe Alexandre e dello Ratheram United, squadre di terza e quarta divisione inglese (la nostra Lega Pro). I provini non vanno però bene e il ragazzo si vede nuovamente chiusa la porta in faccia “sei bravo, ma sembri instabile caratterialmente… ci dispiace”. Ma Vardy sa di essere un fuori categoria in quelle serie e nell’estate del 2010 riesce a strappare un contratto da professionista con l’Halifax Town, promossa proprio quell’anno in settima categoria. L’allenatore dell’Halifax lo conosce bene avendolo affrontato l’anno prima in campionato e gli affida la maglia da titolare dell’attacco. Lui lo ripaga con una stagione incredibile: 27 gol in 37 apparizioni. Il salto di categoria dell’anno successivo sembra non pesare sulle spalle di Jamie che conclude la stagione con la terza promozione consecutiva. Finalmente arriva la chiamata dall’ambizioso Fleetwood Town, ricca squadra delle categorie minori inglesi (Serie D) che lo strappa all’Halifax per 35 mila euro. Il ragazzo dopo un inizio difficoltoso e qualche mugugno da parte del pubblico diventa una macchina da gol inarrestabile. Finirà la stagione con ben 36 gol e 17 assist in 37 partite. Raccoglie un’altra promozione con la cittadina di Fletwood che è letteramente ai suoi piedi. Qualcosa di straordinario, che non può passare inosservato nel calcio che conta… Dopo anni di gavetta arriva finalmente la chiamata della vita: il Leicester City, all’epoca in Championship (Serie B) gli propone un contratto triennale e sborsa un milone di sterline per convincere il pupillo di Fletwood a lasciare il Lancashire. Una spesa record per un giocatore dilettante.

Gli anni al Leicester City

Vardy Leicester

La stagione inizia subito alla grande con il gol all’esordio in coppa contro i dilettanti del Palinmoor e con un assist nella prima di campionato, dove gioca anche da protagonista. Vardy è al centro del progetto dei Foxes e pronto finalmente a spiccare il volo nel calcio che conta. Ma proprio sul più bello qualcosa sembra andare storto. Il ragazzo non riesce ad allenarsi con continuità, perde la forma ed è spesso giù di morale. Le sue prestazioni ne risentono, cade ai margini della squadra ed i tifosi si scatenano contro “Mister un milione di sterline”. Il giocatore è sempre più ai margini, gioca poco e male. Il sogno sembra essersi infranto, sembra non reggere le pressioni del calcio dei “grandi”, e pensa addirittura al ritiro. La delusione di aver fallito è troppo forte e non vuole vedere più un campo di calcio. E’ proprio in questo momento che entra in scena la persona che cambierà la sua vita per sempre. Il Leicester decide di cambiare allenatore in corsa, affidando le redini della squadra al coach Nigel Pearson, un buon professionista di categoria con trascorsi da ruvido difensore. Pearson conosce bene le potenzialità di Jamie, crede fortemente in lui. Un talento così non può sparire dal calcio. Insieme al suo vice, Craig Shakespeare, fanno un grande lavoro sulla testa del ragazzo, lo spronano giornalmente, cercando di fargli tornare la passione. Quegli “occhi della tigre” che lo avevano portato a un passo dalla vetta. La stagione nel frattempo finisce con un anonimo sesto posto e l’uscita dai Play-off contro il Watford. L’anno successivo viene costruita una squadra da urlo per la categoria. Tra i pali l’emergente Kasper Schmeichel (figlio del più famoso Peter del Manchester United), in mezzo al campo un giocatore di livello assoluto per la categoria come Danny Drinkwater. La squadra vince il campionato con ben 9 punti di vantaggio e con sole 6 sconfitte su 46 partite giocate. Un assoluto schiacciasassi. Davanti un rigenerato Jamie Vardy conclude la stagione con 37 presenze, 16 gol e 10 assist. Il treno Vardy sembra essere definitivamente ripartito. Il sogno è finalmente realtà: la Premier League. Solo pochi anni prima era relegato nelle serie minori, ora avrà un posto da titolare nel calcio che conta. La prima stagione la squadra fatica e lotta con le unghie per rimanere nella massima serie. Dopo un avvio stentato (se non per l’incredibile 5-3 rifilato al Manchester United in cui segna 1 gol e fa ben 4 assist) arriva un momento magico nell’ultima parte di stagione. Negli ultimi tre mesi di campionato il Leicester colleziona ben 22 punti anche grazie ai suoi gol. Per Jamie Vardy, la stagione si concluderà infatti con 34 partite giocate condite da 5 gol e 10 assist.

I giorni nostri

Republic-of-Ireland-vs-England

Veniamo all’attualità. Jamie Vardy è ormai sulla bocca di tutti, grazie a un inizio di campionato straordinario: 14 gol in 14 partite. Il ragazzo di Sheffield è la punta di diamante della squadra di Ranieri che si trova incredibilmente in vetta alla Premier League. La scalata di Jamie non è ancora finita, il suo sogno può continuare. Con i gol arriva, infatti, anche la prima convocazione con la Nazionale nella gara di qualificazione agli europei contro il San Marino il 5 settembre scorso. Gioca novanta minuti mail gol non arriva, nonostante un tondo 6-0 degli inglesi.

Rispondi