In gol tra i professionisti a 48 anni, il record di Kazu Miura

Kazu Miura  come “HOLIVER HATTON”

Come il personaggio principale del noto manga giapponese Holly & Benji, all’età di 15 anni  Kazu Miura decide che per diventare calciatore doveva imparare dai più bravi. Non ci pensa due volte e nel gennaio del 1982 intraprende un viaggio avventuroso verso il Brasile. Dopo i primi anni di gavetta con il Clube Atletico Juventus, nel 1985 partecipa al campionato Under-21 dello Stato di San Paolo in Brasile, divenendo così il primo giapponese di quel torneo. L’anno successivo, notato dagli osservatori del glorioso Santos firma subito il suo primo vero contratto da calciatore professionista. Dopo tanta panchina, gioca i tre anni successivi in altrettanti club minori e nel 1989, dopo essere stato eletto terza migliore ala sinistra del campionato brasiliano, passa al Coritiba FC con il quale vince da protagonista il campionato dello stato di Paranà. Nel 1990 ritorna al Santos con cui disputa il suo ultimo campionato in Brasile.

I PRIMI SUCCESSI E L’ESPERIENZA ITALIANA

Rientrato in Giappone nelle file del Tokyo Verdy, gioca 97 partite mettendo a segno ben 45 gol. Con la sua squadra vince campionati, coppe e premi vari che gli permettono di entrare nella squadra olimpica. Convocato anche dalla nazionale giapponese riesce a vincere nel 1992 la Coppa D’Asia. Non passa inosservato nemmeno in Italia, e nel 1994 il Genoa di Aldo Spinelli – anche solleticato dai numerosi yen promessi dagli sponsor nipponici – punta su di lui. Il giocatore arriva in prestito annuale diventando così il primo calciatore giapponese a giocare in serie A.

La sua avventura non inizia nel migliore dei modi. Alla prima di campionato il Genoa affronta il Milan a San Siro nel posticipo e al 28’ del primo tempo Kazu è costretto a uscire, dopo aver rimediato una capocciata involontaria. Subisce una grave frattura al volto ed è costretto a subire diverse operazioni chirurgiche e molte giornate di stop. Al suo rientro,  la maglia da titolare è solo una chimera e di lui resta unicamente il gol del momentaneo vantaggio segnato il 4 dicembre 1994 nel derby con la Sampdoria, poi vinto da quest’ultima per 3-2. Finita la stagione, termina anche la sua avventura italiana;  con 21 presenze, pochi minuti giocati e un solo gol all’attivo.

RITORNO IN PATRIA ED I SUCCESSI ALL’ESTERO

Nella stagione successiva (1995-1996) ritorna nel suo paese, sempre con i Verdy Kawasaki, dove rimane fino al 1998, conquistando campionati, premi personali, titoli di capocannoniere a ripetizione e onorificenze sportive (miglior giocatore asiatico e di miglior giocatore giapponese).

Miura, conclusa l’esperienza in patria, ha vinto un campionato in Croazia con la Dinamo Zagabria nel 1999 (12 presenze e nessun gol) diventando una icona del football del Paese del sol levante.

La sua incredibile storia calcistica non si ferma, e nel 2005 si trasferisce in Australia vestendo la maglia blu-celeste del Sydney FC.

Nel 2012 nonostante le sue 45 primavere viene convocato dalla nazionale Giapponese per disputare i mondiali di calcio a 5.

Dal Dicembre 2014, all’età di 47 anni, gioca con lo Yokohama FC, squadra militante nella serie B nipponica, la J. League Division 2, totalizzando allo stato attuale 16 presenze condite da 3 gol “storici”.

IL RECORD

L’ultimo gol segnato risale al 28 giugno scorso, nella gara in trasferta in casa dell’Hollyhock. Subentrato al 78’ al posto del compagno Okubo sigla il gol vittoria all’ultimo respiro (90+4). Un gol storico, che gli regala la palma di giocatore più “anziano” ancora in attività ad aver segnato un gol in un campionato professionistico. Miura punta però ancora più in alto, e se il fisico glielo consentirà, potrà almeno insidiare il primato assoluto, stabilito nel lontano 1965 dal leggendario “Sir” Stanley Matthews.  L’inglese smise col calcio giocato all’età di 50 anni e 5 giorni, Miura per il momento continua a correre.

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