Frenata Lucky, quella difesa ballerina che ricorda il modello Fortini

Prime critiche (scaramantiche) alla squadra. La Lucky frena dopo un avvio eccezionale. Il presidente Fortini torna (come da rituale consolidato) sotto accusa.

Premessa: il presente articolo è una mera provocazione rivolta esclusivamente alla persona del presidente, a cui peraltro il pezzo è già stato anticipato e di fatto richiesto. «Da quando hai scritto il pezzo a inizio campionato le cose sono andate bene». Dato che la presidenza sostiene che certi articoli fanno più bene che male in quanto tengono lontano il malocchio e i gatti neri, e dato che che la presidenza ci teneva ad un articolo in vecchio stile Bonimba, pensando di fare cosa gradita (soprattutto ai detrattori di Fortini) Bonimba non si fa attendere nè pregare. Al massimo Bonimba non si fa trovare.

Bruxelles – Undici gol in quattro partite sono tanti. Numeri che, come tutti i numeri, si possono prestare alle interpretazioni più disparate (o disperate, ma dipende dalla posizione di classifica). Undici gol in quattro partite possono essere un caso, un campanello d’allarme, un problema strutturale, la fotografia di una crisi, l’anticamera di una storia già scritta. Personalmente preferisco leggere questi numeri in quest’ultima salsa, e non perchè là dietro si balli (perdonate il gioco di parole), ma perchè la ricetta fortiniana è sempre contraddistinta da progetti che sembrano essere validi e poi naufragare nel peggiore dei modi (o migliore, anche qui dipende dalla lettura), idee tanto interessanti quanto difficili – se non improbabile – da tradurre in pratica. Finora la Lucky Junior ha giocato un grande campionato, ma adesso qualcosa sembra essersi inceppato. Panettoni natalizi, divise fastidiose per lavaggi mancati, infortuni, un presidente-giocatore in campo nonostante nessun ginocchio sano e alcun piede buono? Tutte motivazioni plausibili. Ma che l’egregio lavoro di mister Lombardi possa risentire dell’influenza del presidente non è pure una lettura oltremodo plausibile? Chi conosce Marco Fortini sa che la domanda si presta a risposte affermative. Del resto non si dice spesso che è la società a fare l’allenatore? Partenza alla grande (e da grande!) e poi la frenata, brusca e inattesa. Brusca e inattesa perchè la squadra aveva ormai abituato a ben altri spettacoli. Perdere con i primi della classe ci sta, purchè si riparta immediatamente. La Lucky Junior sembra davvero rispecchiare in tutto e per tutto una dirigenza (plurale majestatis per Marco Fortini) che ha tanta voglia di fare e poca capacità di farlo. Una squadra che ripropone in campo quei sogni che arricchiscono la vita del presidente e quelle illusioni che tormentano il sonno di chi gli sta intorno. A scongiurare tutto questo – sconfessando il presente articolo – dovrà pensarci il Mister. Del resto tutto si può fare. A patto che non lo faccia Fortini.

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