Fortini-Spadini, c’è la rima. Ora si attende il resto

(Articolo realizzato il 21 agosto 2015, pubblicato solo ora per ragioni tecniche indipendenti dall’autore)

dall’auto inviato Bonimba

Fortini non spaccia sogni, ma insolite realtà. E allora good luck, altro che Lucky. Con una scelta ai limiti del miglior (o peggiore, a seconda dei punti di vista) fantacalcio la Lucky Junior si presenta alla nuova stagione sportiva guidata da una delle persone forse meno attese e meno pronosticabili:  Luca Lombardi. E’ lui il nuovo allenatore, il coniglio che il presidente dei giallo-blu ha estratto dal classico cilindro. L’illusionismo di una rinascita o un colpo di magia nera (aggettivo d’obbligo, visto le appartenenze e le manifestazioni di Lombardi)? Certo è che se quest’anno il campionato dovrà dire a che punto è la Lucky Junior, se al punto di maturazione o al punto di cottura, Fortini non aiuta a sgombrare il campo da dubbi. Ci si chiede – e si attendono risposte in merito – se la mossa di Fortini rappresenti  più un bluff o un “all in”. Certamente è unascommessa, in perfetto stile Fortini. Ad ogni modo, comunque vada, mister Lombardi rappresenterà un punto di svolta per la squadra e la società: segnerà o un nuovo inizio o un’ennesima fine.

La scelta dell’allenatore è di quelle che già fa discutere e già divide, spaccando tifosi e curiosi (e magari anche qualche gamba, ma per questo ci sarà tutto il tempo). “Fortini is not my president, Spadini is not my coach”, uno degli slogan coniati in questi tempi che servono per ingannare l’attesa di un campionato a questo punto mai così atteso. C’è curiosità di vedere mister Lombardi all’opera, c’è scetticismo, e poi c’è Fortini, che non si capisce mai cosa mette, a parte inventiva e voglia di provarci. La voglia di giocare e di esserci ci sono. Almeno quelle ci sono sempre state, ma a prescindere dalla presidenza. Ora il dirigente per antonomasia punta su Lombardi. Dovrà assumersene le responsabilità, e questo deve essere chiaro. La scelta è quella che è, avvincente e folle, ma si sa che la Lucky Junior è sempre stata una squadra fuori dal comune, e la scelta per la panchina rispecchia la natura della squadra. Genio e sregolatezza, con una netta prevalenza della seconda sul primo. Ma, nel bene e nel male, Lombardi è anche una scelta di continuità. Un passato che si pensava chiuso, ma le vie del pallone sono infinite. A patto, ovviamente, che non si pretenda la via del gol. Lombardi è un volto storico della squadra, dove ha militato per sette anni. Chi ha seguito un minimo le gesta dei gialloblu ricorderà senz’altro questo giocatore dal temperamento non facile, per gli avversari come per i compagni di squadra. Arcigno, scorbutico, scomposto,magari poco elegante e non certo esempio di fair-play, eppure sempre presente. Lombardi era pronto, perché guai a mollare. “Boia chi molla”, e allora eccolo qua, oggi come allora.  Solo che allora poteva circoscrivere i danni a una partita o a un avversario.

Ma il tempo passa e si cresce (si cresce??),  e oggi c’è la possibilità di vedere un altro Lombardi. Fortini decide di puntare su di lui facendolo sedere in panchina, dicevamo. Dilettanti allo sbaraglio, verrebbe da pensare. OK, ma ogni carriera inizia sempre da qualche parte, e poi, anche se fosse, che c’è di strano? La Lucky gioca nei dilettanti, nella più bassa serie possibile, quella dove si può solo essere promossi (la sola retrocessione possibile è la non iscrizione, ma questa è un’altra storia, e sempre scritta in giallo-blu). In un’intervista di qualche anno fa ma non passata inosservata Lombardi giurò di aver posto fine ai suoi rapporti con Fortini e la Lucky Junior. Ora Spadini si sconfessa. E’ tutto e il contrario di tutto, un po’ come questa Lucky Junior sempre targata Fortini ma alla costante ricerca di una precisa identità. Lo stesso Lombardi diceva, sempre qualche anno fa, che voleva essere protagonista in seconda categoria. Se non ha cambiato idea, e se tutto va bene,  può avere l’opportunità di farlo in qualità da allenatore. Good luck!

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