Federico e Gonzalo Higuain, i gemelli diversi del gol

Qualche ora prima che Gonzalo Higuain punisse l’Inter con una meravigliosa doppietta, dall’altra parte del mondo, suo fratello Federico  guidava i suoi Columbus Crew nella semifinale di ritorno dei play-off contro i New York Redbull di Henry.

Federico è il fratello maggiore di Gonzalo, ha 31 anni ed è il capitano della compagine statunitense dei Colombus Crew (squadra della città di Columbus, nell’Ohio). Da argentino purosangue indossa la maglia numero 10 e viene impiegato dal Mister Gregg Berhalter come trequartista, viste le sue spiccate doti di assist-man. “E’ un giocatore fondamentale per il nostro sistema di gioco” dice Berhalter. “E’ uno di quei pochi giocatori che sanno infilare il passaggio decisivo al momento giusto”.

 La vita di un Higuain

Fratelli Higuain

“Onestamente, non mi preoccupo se la gente vuole parlare sempre di Gonzalo”, ha detto Federico. “Non mi sento amareggiato. Ho il piacere di fare un lavoro che amo e di portare un nome che simboleggia l’onestà e il duro lavoro “.

Nato a Buenos Aires il 24 ottobre del 1984, in una famiglia di sportivi (il padre, Jorge Higuain, detto “El Pipa” è stato calciatore in squadre importanti come il San Lorenzo, il River Plate ed il Boca Juniors) la scelta di vita professionale non poteva essere che una: “Non sono stato mai costretto a diventare un calciatore, è successo tutto in modo naturale ” precisa Federico.

“Siamo una famiglia molto unita” ha raccontato in passato Federico Higuaín all’emittente Fox News Latino. “Cerchiamo di rimanere in contatto il più possibile. Negli ultimi sei anni ci siamo visti due o tre volte l’anno. Ma non è facile visti i posti dove ci hanno portato le nostre carriere. Una delle cose dure dell’essere professionisti nel calcio è che ti porta lontano dai tuoi fratelli e genitori”.

La carriera

Cresciuto calcisticamente nelle giovanili del Rivel Plate insieme al fratello Gonzalo, riesce a collezionare in prima squadra solamente 5 presenze. Nel 2005 viene mandato a farsi le ossa nella Nueva Chicago (serie B argentina). Le sue doti da “piccola” punta esterna (172 cm) si fanno subito notare, collezionando infatti 77 presenze e ben 29 gol.

I due anni di “apprendistato” non passano inosservati e attirano le attenzioni del Besiktas, che lo acquista a gennaio del 2007 per oltre 1 milione di euro. Mentre Gonzalo iniziava il suo cammini nel Real Madrid l’impatto con il calcio europeo di Federico risulta  molto deludente. Dopo sole 19 presenze, quasi mai da titolare (di cui 5 in Champions League), viene spedito in prestito ai messicani del Club America, con i quali riesce avere un buon minutaggio (22 presenze e 2 gol).

 

Nell’estate del 2008 torna in patria grazie alla chiamata dell’Indipendiente (31 presenze e 2 gol), per poi passare l’anno successivo al Goodoy Cruz (36 presenze e 11 gol) ed infine al Colon dove gioca due buone stagioni (62 presenze e 10 gol).

L’avventura americana

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Nell’estate del 2012 arriva finalmente una nuova sfida. A volerlo è l’ambiziosa squadra statunitense dei Colombus Crew. Il direttore tecnico Brian Bliss e l’allora coach Robert Warzycha erano convinti che Federico potesse portare al club giallonero quella tecnica scomparsa con l’addio del connazionale Guillermo Barros Schelotto, a fine 2010. Arriva a campionato già iniziato ed in 13 presenze si fa apprezzare subito per le doti di rifinitore, realizzando 5 gol e ben 7 assist. “Mi sono sempre considerato un attaccante”, ha spiegato, “ma cerco di aiutare il più possibile la squadra, la mia priorità non è segnare un gol. Per me, questa è una cosa secondaria. Se riesco a farlo, va bene, ma l’importante è rendermi utile alla squadra e portarla alla vittoria.”

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Mentre Gonzalo passa al Napoli nell’estate del 2013 il fratello maggiore diventa un punto fermo della squadra americana, giocando una stagione che gli permette anche di vincere dei riconoscimenti importanti quali “miglior giocatore arrivato nella MLS nel 2012”. Dopo aver collezionato un centinaio di presenze e quasi 40 reti (e ben 29 assist), nel gennaio del 2015 gli viene proposto un rinnovo da contratto da top player, diventando così uno dei giocatori più pagati della MLS.

Grazie al suo spirito combattivo, al suo modo di intendere il calcio, veste ben presto anche la fascia di capitano. “Ho sviluppato un desiderio di vincere al fianco di mio fratello Gonzalo” -dice, spigando lo spirito combattivo che lo contraddistingue- “ho capito subito che questo sport è prima di tutto una competizione, il cui obiettivo è quello di essere migliore del tuo avversario”.

La finale

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Dopo aver superato in semifinale i più quotati New York RedBull ora l’ultimo ostacolo per alzare al cielo l’agognato trofeo di campioni della MLS sono i “Portland Timbers”. La finale si giocherà domenica prossima, 6 Dicembre, in gara unica nella tana dei Timbers, che si sono piazzati meglio nella regular season.

Fonti www.uefa.com e www.socceritalia.it

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