Claudio Pani: il ragazzo di Cagliari che ha conquistato Malta

L’esordio contro la Juventus in Serie A, la trafila nelle serie inferiori e la rinascita a Malta dove vince due campionati consecutivi. La storia di Claudio Pani, professione centrocampista!

“Aver potuto vestire la maglia del Cagliari non voleva dire solo giocare a calcio ma dare il proprio cuore per la tua città e per la gente che ami!”

 

Claudio grazie innanzitutto per la possibilità di poterti intervistare. Mi piace iniziare sempre le interviste con questa domanda: Cosa è per te il calcio?

Il calcio per me è stato un sogno e un obbiettivo da raggiungere fin da piccolo, è la mia vita nel senso che tutto fin da piccolo ha girato intorno ad esso

Sei nato a Cagliari dove hai fatto tutta la trafila nelle giovanili fino alla prima squadra. Cosa significa per un ragazzino di Cagliari giocare con la squadre della propria città?

Significa non solo “giocare a calcio” ma dare il proprio cuore per la città e la gente che ami. c’è una differenza abissale tra giocare nella squadra della tua città o altrove. Pressioni gioie stati d’animo completamente differenti.

Il tuo esordio, da titolare,avviene addirittura contro la Juventus nella stagione 2004/2005 che sensazioni hai provato quando il mister ti ha comunicato che avresti giocato titolare? Cosa ti è rimasto impresso di quella partita?

La sensazione è stata di pura felicità, nessuna paura, ma solo voglia di indossare per la prima volta quella maglia che sognavi fin da bambino. Le cose che mi sono rimaste impresse sono l’odore e il rumore che c’erano nell’atmosfera e che dopo il fischio dell’arbitro non cerano più.

Hai trovato davanti a te mostri sacri come Nedved, Emerson, Del Piero e Ibrahimovic. Quale giocatore ti ha più impressionato?

Più di tutti Nedved… C’erano 40 gradi e lui non smetteva di correre.

In quella partica in rosa c’era ancora il mitico Gianfranco Zola che segnò una doppietta in meno di mezz’ora di gioco. Oltre le grandi doti da calciatori che ragazzo era? Ti ha aiutato con qualche consiglio? Un tuo ricordo particolare sul Zola uomo e calciatore?

Zola era ed è un ragazzo fantastico un vero esempio che dovrebbero seguire tutti i giovani che vogliono diventare calciatori, i consigli che mi dava erano tanti e li terrò sempre dentro con me e un ricordo che non cancellerò mai era la professionalità la voglia e la fame di migliorarsi sempre ad ogni allenamento.  

Dopo quella partita la tua carriera tra i professionisti inizia definitivamente. In 10 anni vesti le maglie di Pistoiese, Modena, Triestina, Piacenza, Casale, Savona e Campobasso. Quale esperienza ti ha segnato di più? Ed in quale stagione hai capito di essere diventato veramente un calciatore professionista, quella stagione in cui ti sei sentito veramente un giocatore da Serie A?

L’esperienza che mi ha segnato di più è stata con la Pistoiese perche feci un grandissimo campionato ed era l’anno del “ci sei o non ci sei”. Capì di essere un calciatore professionista però l’anno dopo a Modena in Serie B, mi ricordo che un giorno mi fermai in macchina e mi dissi –c’e l’hai quasi fatta-.

Nella stagione 2008/09 rivesti la maglia del Cagliari prima di essere ceduto a gennaio alla Triestina. In quei mesi hai avuto Allegri come allenatore. Che ci puoi dire di lui? Avevi già notato doti da grande allenatore? Che tipo di persona è?

Ritornai a Cagliari e trovai Allegri. Grandissima Persona e grandissimo allenatore, andavamo molto d’accordo e mi fece giocare la seconda di campionato da titolare, credeva molto in me. Persona simpatica generosa a volte un pò matto, ma ti faceva stare da Dio.

In quella stagione hai anche avuto modo di essere compagno di Davide Astori, cosa puoi raccontarci di lui da calciatore ma soprattutto a livello umano?

Davide era come tutti lo descrivono un ragazzo d’oro. Umile, simpatico sempre disponibile e da quello che tutto il mondo del calcio ha scritto non era mai cambiato. Ha lasciato un profondo senso di vuoto in me e in tutte le persone che lo conoscevano….

Parliamo di attualità. Dal 2015 sei passato al Valletta nel campionato maltese. Come è nato questo trasferimento? Come è stato il tuo periodo di adattamento?

Il trasferimento è nato per caso, grazie all’aiuto del mio amico-agente ha saputo che loro erano in cerca di un centrocampista e che dovevano fare i preliminari di Europa League e da lì sono andato una settimana per farmi conoscere e abbiamo subito dopo firmato il contratto. Il periodo di adattamento è stato di circa una settimana fino all’amichevole poi sono stati 3 anni tutti in discesa visto tutto quello che abbiamo vinto.

Cosa ti ha dato e ti sta dando calcisticamente e umanamente questa esperienza all’estero?

Ad un certo punto della mia carriera volevo mollare, non riuscivo più a divertirmi. Poi è arrivata l’esperienza di Malta. Mi ha cambiato dentro, come giocatore ma soprattutto come uomo. Dal punto di vista calcistico avere un obiettivo importante da portare a termine ti fa sentire vivo e ti fa dare qualcosa in più, specialmente se l’obiettivo è vincere qualcosa.

Il livello del campionato maltese si sta alzando parecchio anche grazie all’approdo di giocatori ed allenatori italiani. Cosa puoi dirci del campionato e delle strutture sportive maltesi?

Il campionato è in continua crescita sopratutto per l’arrivo di giocatori sud-americani giocatori veramente incredibili con mentalità completamente differente dalla nostra. le strutture ,quelle devono migliorare parecchio se vogliono andare sempre più avanti.

In tre anni hai avuto la possibilità di vincere anche campionato e coppa giocando da protagonista, con la possibilità di giocare i preliminari delle coppe europee. Che sensazioni è stata giocare una partita con l’inno della Champions?

E’ stato un altro sogno che si avverava sopratutto i preliminari di Champions League contro la Stella Rossa di Belgrado al Maracana con 40 mila persone. Meritavamo di passare noi il turno ma perdemmo 2 a 1.

Chi è stato il tuo capitano ideale, quello a cui sei più legato e che capitano è stato Daniele Conti?

Il capitano ideale sicuramente è stato Gianfranco Zola e Daniele Conti é stato un vero leader per il Cagliari.

Oramai sei un veterano, un giocatore esperto, che consigli dai ai giovani calciatori che arrivano in squadra, magari prima di un debutto o dopo una partita sbagliata?

Bè sempre lo stesso, non esaltarsi troppo per una buona prestazione e non buttarsi giù per una cattiva. E’ l’errore più grande che un giovane possa commettere.

Parliamo del tuo ruolo. Sei un centrocampista di grande rendimento. Quali sono le tue caratteristiche migliori e dove senti di poter migliorare ancora?

Le mi caratteristiche sono che abbino l’aggressività all’impostazione di gioco e penso e devo migliorare tutte le mie caratteristiche giorno dopo giorno.

C’è una frase che può racchiudere il tuo essere calciatore?

Non ne ho una in particolare ma c’è una cosa in particolare che mi ricorderò per sempre e che mi ha spinto ancora di più ad andare avanti e non mollare mai. Alle scuole superiori avevo una professoressa che mi ripeteva in continuazione, viste le mie continue assenze, che non avrei mai potuto vivere di calcio e mi faceva penare ogni minuto delle sue lezioni, facendomi anche un bello scherzetto all’esame finale… bè da allora la presi come una sfida personale, un obiettivo che cascasse il mondo non dovevo fallire!

L’allenatore, giocatore o la persona del mondo del calcio a cui sei più legato?

La persona a cui sono più legato è l’ex giocatore di Inter e Bologna Pierluigi Di Già.

Meglio avere la fiducia dell’allenatore o del pubblico?

Dell’allenatore perchè poi ti prendi anche quella del pubblico.

Ricordi un ritiro in particolare e se ci puoi raccontare qualche cosa di curioso o situazione particolare che ti è capitata?

Il ritiro che mi ricorderò sempre è stato quello col Modena e non dimenticherò mai gli scherzi che si facevano…veramente veramente pesanti….

Si dice che nel calcio ci siano dei fissati con la “scaramanzia”. Tu usi fare qualche rito scaramantico prima delle partite, mettere una maglia in particolare, parastinchi, scarpini, un posto nello spogliatoio, etc.? Il compagno o allenatore più scaramantico che hai avuto?

Io non ho alcun rito scaramantico ma vedevo qualche giocatore che faceva sempre le stesse cose prima di entrare in campo ora non ricordo chi ma superava la linea d’ingressi sempre con uno strano saltello…mah

Chi è stato il giocatore più difficile da affrontare della tua carriera e quello che ti ha impressionato di più in campo, sia da avversario che come compagno di squadra?

Da avversario naturalmente Nedved, un extraterrestre, in allenamento Conti faceva delle cose che mi lasciavano a bocca aperta e Pinardi che mi stupiva giorno dopo giorno con le sue giocate di prima che solo lui poteva vedere.

Di solito nelle categorie minori si vedono tanti giocatori di grande qualità che per qualche motivo non hanno avuto fortuna a causa del loro carattere, etc. Te ne ricordi qualcuno, in particolare, che hai pensato “questo perché sta giocando in questa categoria?”

Si si chiama Mazzeo non so dove sia ora forse al Foggia, un vero fenomeno e non capisco ancora come non giochi in serie A.

Come si vive il giorno della partita in una società professionistica? Puoi raccontarci se hai un tuo rito particolare per il giorno di gara e cosa succede nel raduno, negli spogliatori a quando viene data la formazione, al riscaldamento?

In Italia ci si concentra a volte eccessivamente prima della partita, ognuno sistema le sue cose magari con le cuffie nelle orecchie. Si mangia sempre la stessa cosa prima della gara e altri piccoli dettagli che posso fare la differenza nei singoli giocatori. A Malta è diverso e penso anche in Inghilterra … i sudamericani sopratutto hanno l’abitudine di mettere la musica a “palla” e ballare anche prima della partita e questo sinceramente ti rilassa e ti aiuta ad affrontare la partita come una minore pressione.

A volte capita che ci siano dei giocatori che durante la settimana non sembrano allenarsi al massimo ma poi la domenica in campo fanno la differenza mentre alcuni che seppur allenandosi sempre a mille non riescono ad imporsi. Chi sono stati i compagni che più ti hanno impressionato in entrambi i sensi?

Parlo solo del primo caso e ti dico Pinardi in settimana era tranquillo quasi “svogliato” molto “cazzeggio”. La domenica faceva sempre la differenza contro qualsiasi squadra.

Ti è mai capitato un avversario che ti si è segnato a “penna rossa” per la gara di ritorno o queste cose nel calcio professionistico non succedono?

Si tanti.. succedono eccome!

Capita anche tra i professionisti che qualche giocatore usi modi “intimidatori” per mettere paura agli avversari? Magari nelle partite casalinghe? Ricordi qualche giocatore in particolare?

Si capita spesso soprattutto i difensori.. c’è chi in area ti schiaccia i piedi con i tacchetti di ferro chi ti da pugni nei fianchi e chi solo con le parole… Materazzi era un fenomeno in questo.

Ti diverti ancora a giocare a calcio come agli inizi oppure senti che sia diventato più un lavoro?

Ora mi sto divertendo molto forse prima lo prendevo più come un lavoro se lavoro si può chiamare.

Come vivi la tua popolarità da calciatore. Ti ha reso diverso rispetto a quando eri più giovane o sei rimasto sempre lo stesso?

Forse un po’ mi ha cambiato nel mio piccolo mi ha reso più sicuro di me ma sono rimasto sempre umile come quando ero bambino.

Quanto è importante la famiglia per un giocatore professionista?

La famiglia è importantissima ti può far arrivare alle stelle ma ti può anche buttare giù in un attimo.

A parte giocare a calcio, cosa fai nel tempo libero?

Mi piace suonare la chitarra ,andare a cinema disegnare e provare insieme a mia moglie ristoranti sempre diversi

Se non avessi fatto il calciatore, che lavoro ti sarebbe piaciuto fare?

Non so non ci ho mai pensato, ho sempre pensato e sempre saputo di dover fare il calciatore.

Per concludere. Cosa vorrebbe fare Claudio Pani da grande? Ti vedi ancora nel mondo del calcio in un altro ruolo? Allenatore ad esempio?

Il calcio mi piace ma quello giocato quindi non penso di rimanere nel mondo del calcio da dirigente allenatore o procuratore ma mi piacerebbe rimanere a contatto con la gente e viaggiare per lavoro quindi ci penserò più avanti.

Grazie mille per l’intervista ed in bocca al lupo per la nuova avventura nello Sliema Wanderers (Malta)!

Crepi! Un caro saluto a tutti i ragazzi della Asd Lucky Junior!

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