Bomber Sodinha, piedi buoni e pancia tonda

Ha dato l’addio al calcio a soli 27. Da giovane promessa a bomber “con la pancia”. La storia di Sodinha, talento brasiliano bloccato dagli infortuni.

Ricordo di aver visto Sodinha circa due anni fa, guardando le partite della Serie B. Vedevo questo trequartista del Brescia con la maglia attillatissima giocare come un fenomeno. Gli avversari sembravano birilli. Mi ha ricordato uno di quei tanti “fenomeni con la panza” che giocano in terza categoria, che vincono da soli le partite. Peccato che lui però lo faceva tra i professionisti in Serie B. Da quel momento l’ho sempre seguito con interesse e dopo la notizia del suo ritiro non potevo esimermi nel raccontarvi la sua storia!

La “Piccola Soda”

Era l’agosto del 2014 quando Felipe Diogo Monteiro, detto “Sodinha”, si presentò al ritiro del Brescia, dopo le vacanze brasiliane, con un peso complessivo di 98 kg, lui che è alto circa un 1 metro e 75… l’allenatore Calori provò a metterlo a stecchetto senza grandi risultati. Intanto tra i tifosi e sul web stava oramai nascendo un personaggio cult: il bomber con la panza!!

Come dice il suo soprannome nome “Sodihna” che tradotto sarebbe “piccola soda”, Felipe va matto sin da piccolo per le bibite gassate ed anche adesso non riesce a farne a meno.

La Carriera

Facciamo qualche passo indietro. Felipe nasca a Jundiai (Brasile) il 17 luglio del 1988, iniziando la sua carriere nelle giovanili del Paulista Futebol Clube, squadra del suo paese.

All’età di 20 anni, nel 2008, viene acquistato dall’Udinese, che per farlo crescere lo cede in presito negli anni successivi a varie squadre italiane di Serie B e Lega pro (Bari, Paganese, Portogruaro e Triestina), dove però gioca con il contagocce. Il suo esordio in Serie B è nella stagione 2008-2009, con la maglia del Bari con il quale colleziona 4 presenze, e la promozione in Serie A.

 

Dopo essere stato inattivo per una stagione a causa di un infortunio, nel 2012, decide di tornare in Brasile al Ceará Sporting Club (Serie B brasiliana), ma il Brescia crede in lui e lo richiama subito in Italia. Con le rondinelle sembra trovare finalmente la sua consacrazione. Gioca con continuità e segna la sua prima rete in cadetteria alla 19ª giornata del campionato 2013-14, nella vittoria interna sul Varese 4-2. Nell’estate del 2014, a seguito di suoi comportamenti non proprio da atleta professionista, viene messo fuori rosa dall’allora allenatore Ivo Iaconi. Con il Brescia in piena crisi societaria, ad ottobre viene reintegrato in rosa e, nonostante una discreta stagione, resta coinvolto nella stagione negativa dei lombardi, non riuscendo ad evitare la retrocessione.

Nell’estate firma un anno di contratto con il Trapani ma il 7 gennaio di quest’anno decide di ritirarsi calcio giocato a soli 27 anni.

Felipe Diogo Monteiro Sodinha
Felipe Diogo Monteiro Sodinha

La decisione del ritiro

Nonostante i problemi di peso che gli hanno affibiato tanti soprannomi come “Il bomber con la panza”, Campione XXXL, Cicciobomba cannoniere, eccetera so un fatto erano tutti d’accordo: con i piedi era un assoluto fenomeno.

Oltre i problemi di peso a frenare Sodinha sono stati soprattutto i tanti infortuni alle ginocchia (ben 6 operazioni) che hanno segnato anche la recente esperienza di Trapani. Serse Cosmi suo ultimo allenatore lo saluta così: “Con me hai giocato 213 minuti. Ti giuro, sono stati molto più belli di campionati interi giocati da altri. Cerca, se puoi, di regalare a tanti bambini la tua immensa classe, cercando di insegnargli qualche giocata delle tue…ed i mediocri torneranno a trovare un nuovo Sodinha su cui accanirsi e, magari così, a vincere le loro frustrazioni”

All’ennesimo infortunio Sodinha decide che non è più il caso di continuare: «Mi fa male tutto, dicono che per sistemarmi il legamento dovrei fare almeno due interventi, ma io non me la sento più».

Gli attestati di stima

Giocatore amato praticamente da tutti, dopo un magnifico gol in trasferta a Cesena nell’aprile del 2014 ( triplo dribbling di suola, tre avversari per terra) dopo la sostituzione impiegò venti minuti per rientrare negli spogliatoi: ricevette gli applausi di tutto il pubblico e girando attorno al campo, si fermò a salutare praticamente tutti gli spettatori avversari del cesena.

Alla notizia del ritiro, infatti, centinaia di persone gli hanno infatti scritto messaggi sui social perché è rimasto nei cuori di tanti. Dribbling come il suo sono roba rarissima non solo in B, ma anche in A. Basta un clic su YouTube, vedere per credere.

Ma Sodinha dice di non avere rimpianti “Le disgrazie sono altre, e io lo so». Il suo riferimento è all’infanzia difficile nelle favelas che ha fatto di lui un ragazzo generosissimo.

Chiudiamo la sua storia con una dichiarazione rilasciata subito dopo una partita: “Cosa vorrei dopo questa vittoria? Una lasagna maxi!».

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