Bob Marley, storia di un cantante dai piedi buoni

“Se non fossi diventato cantante sarei stato un calciatore… o un rivoluzionario. Il calcio significa libertà, creatività. Significa dare libero corso alla propria ispirazione”. Questa è una delle frasi più famose di Robert Nesta al secolo Bob Marley.

La passione per il calcio

Il calcio oltre a essere una sua grande passione rappresentava in parte quello che diceva nei testi delle sue canzoni. Rappresenta la libertà di esprimersi, uno strumento di fratellanza che abbatte le barriere, supera i limiti geografici e le barriere linguistiche.

Il gioco del calcio lo accompagnò sin dall’infanzia quando si dilettava a giocare con gli amici della baraccopoli Trench Town in Giamaica. Fu la sua gioia ma fu anche la sua fine. Non molti sanno che dopo una partita di calcio, nel 1977, si recò in ospedale a causa di un forte pestone ad un all’alluce del piede destro. I medici gli diagnosticarono addirittura un melanoma maligno e gli dissero che dovevano assolutamente amputarlo. Ma Bob non volle sentire ragioni e cerco inutilmente di curarlo, rifiutandosi categoricamente di doversi privare dell’alluce e quindi della possibilità, all’epoca, di continuare a giocare a calcio.

La malattia non gli impedì comunque di continuare a scrivere e ad esibirsi in giro per il mondo. In quegli anni scrisse anche alcuni dei suoi pezzi più famosi come Jamming e Could You Be Loved.

Oltre ad ammaliare orde di giovani era anche solito dilettarsi in improbabili partite fra le mura degli studi di registrazione. Il cantante, inoltre, amava organizzare sfide nelle numerose tournè, con i suoi “Wailers”. Ogni motivo era buono per giocare!

Si narra che, durante la sua tournè brasiliana del marzo del 1980, Bob Marley partecipò a una partita con squadre miste di cantanti brasiliani ed ex stelle del calcio come il campione del mondo Paulo Cesar Caju. Di questa partita e delle doti calcistiche dei Bob Marley ci sono pareri discordanti. Alcuni giornalisti locali che aveva assistito al match lo hanno descritto come un “generale del centrocampo” come un giocatore al quale era impossibile levare la palla. Il fotografo brasiliano Mauricio Valladares dichiarò invece che “Bob non sapeva davvero giocare al calcio. In una scala da 1 a 10 gli darei 1,5”. Per lui che era tifosissimo del Santos e soprattutto di Pelè, poter giocare una partita semi-agonistica nel tempio del calcio sarà stata un emozione straordinaria. Si narra che spese una fortuna acquistando materiale calcistico nei vari negozi delle città che toccavano la turnee verde-oro.

bob marley
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Che sia stato bravo o meno a giocare quello che più importa è che ha avuto una grande passione per questo sport, che ha portato con la sua voce ed i suoi testi speranza e felicità in tanti parti del mondo.

Come detto a causa del male, diventato incurabile, Bob Marley l’11 Maggio del 1981 morì in un ospedale di Miami, di ritorno dalla tournee in Germania. Non lasciò solamente il suo amato calcio, i suoi Wailers ma anche ben tredici figli. “Per lui ogni occasione era buona per fare una partita” – ricorda Ziggy Marley, uno dei suoi figli – “Quando ero bambino abbiamo giocato insieme una quantità infinita di partite sfidando i tanti amici di papà con i loro figli”. “Ogni volta che ricorre il suo compleanno mi fermo e penso intensamente a lui, a tutto l’amore che ci ha dato e alle passioni che ha condiviso con noi. Il reggae, il calcio, la famiglia, l’impegno civile, tutto ciò che oggi mi fa stare bene mi parla di lui!”. Oggi Ziggy è ancora fissato col calcio, guarda un sacco di partite e gioca per divertimento “Giocavamo al calcio con la nostra piccola squadra di Kingston. La partita era un momento irrinunciabile per la famiglia”.

Inno dell’Ajax

La famosa ‘Three Little Birds’ di Bob Marley dal 2008 è diventata la canzone dei tifosi dell’Ajax che la intonano all’Amsterdam Arena ogni volta che i loro beniamini scendono in campo. Nell’estate del 2008 durante un’amichevole disputata contro il Cardiff City in Galles il DJ dello stadio fece risuonare la canzone all’ingresso della squadra olandese. La scelta musicale piacque talmente tanto ai tifosi che la utilizzarono poi per tutte le partite.

Quando l’Ajax affrontò nel 2012 in Europa League il Manchester United, i suoi tifosi diedero vita ad un’incredibile coreografia abbracciandosi gli uni con gli altri e cantando mentre gli altoparlanti dell’Old Trafford diffondevano i pezzi di Bob Marley.

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