Barcellona sconfitto in tribunale, no al marchio Ue

La società catalana dovrà rinunciare al marchio Ue, riconoscimento di valorizzazione e tutela comunitario per i prodotti commerciali. Dal 2013, il club blaugrana tenta invano di farsi riconoscere come patrimonio dell’Unione Europea.

Il Barcellona sconfitto in Europa. Praticamente imbattibile o quasi in patria, Messi e compagni devono inchinarsi davanti… All’Unione europea. Ebbene si, perché non si parla di una sfida sportiva di calcio giocato quanto di una sfida commerciale, forse meno importante per tifosi e appassionati ma certamente di grande rilevanza per la società. In attesa di conoscere i verdetti dell’urna di Nyon, dal Tribunale Ue di Lussemburgo arriva la ferale notizia: il club catalano non potrà fregiarsi del “marchio comunitario”, lo speciale riconoscimento di valorizzazione e tutela di un prodotto valido in tutto il territorio comunitario. Il Tribuna dell’Ue ha respinto il ricorso del Futbool Club Barcellona, che dal 2013 cerca di farsi riconoscere anche come patrimonio dell’Ue oltre che patrimonio calcistico europeo. Niente da fare, però. Lo stemma dei blau-grana non ha le caratteristiche per ottenere il marchio Ue.

Nel 2013 il Barcellona ha chiesto all’Ufficio per l’armonizzazione nel mercato interno (Uami) la registrazione della sagoma dello stemma sociale per prodotti di carta, capi d’abbigliamento e attività sportive. Una richiesta bocciata dall’Uami, secondo cui – queste le motivazioni addotte allora – il segno non era idoneo a richiamare l’attenzione dei consumatori sull’origine commerciale dei prodotti e dei servizi oggetto della domanda. Il Barcellona ha fatto ricorso nel 2014, e oggi il Tribunale conferma che «nessuna delle caratteristiche del segno in questione contiene elementi di spicco tali da richiamare l’attenzione dei consumatori». A detta dell’organismo di Lussemburgo il marchio proposto dal Barcellona «sarebbe percepito dai consumatori piuttosto come una forma semplice e non consentirebbe loro di distinguere i prodotti o i servizi del suo titolare da quelli delle altre imprese». Di conseguenza, il segno in questione «non possiede il carattere distintivo richiesto dal regolamento sul marchio ue ai fini della sua registrazione».

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